Luca Signorelli ed il Vino

resurrezione della carne

Luca d’Egidio di Ventura, nato a Cortona nel 1445, ed allievo di Piero della Francesca, fu uno dei personaggi più illustri ma anche più singolari che la rupe ebbe modo di ospitare. Come ci riferisce il Vasari, l’illustre pittore, ormai affermato e conosciuto conduceva una vita agiata. Sempre attento alla moda, amava vestire gli abiti più eleganti creati con i migliori tessuti. L’artista chiamato così in Orvieto, nel 1499, ad affrescare la Cappella Nova, grande intenditore di prospettiva e di pittura, ma anche raffinato buongustaio, rimase particolarmente colpito dalla bontà del vino orvietano. Così nel contratto che stipulò con l’Opera del Duomo di Orvieto, fece includere anche la consegna annuale di circa mille litri di vino all’anno per se e per i suoi collaboratori “Item che la fabrica sia obligata a darli, per lo tempo che lui lavora continuo, dui quartenghe di grano al mese e dodice some di mosto per ciascun anno alla vendebia incomensando alla vendebia proxima che verrà”. Visti i risultati ottenuti, mai vino fù meglio offerto..

Foto tratta da: Kliò [Flickr.com]

Articolo pubblicato sul mensile “la Città”  – Ottobre 2006

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