Il Sistema Museale dell’Opera del Duomo di Orvieto – MODO – ha come fulcro uno dei beni più preziosi del patrimonio artistico dell’umanità: la Cattedrale di Santa Maria Assunta, che conserva al suo interno la Cappella Nova o di San Brizio, luogo di eccezionale valenza e suggestione. Dal fulcro della Cattedrale, la visita attraverso le sedi del MODO si snoda seguendo il filo conduttore della storia della città e del suo Duomo, ripercorsa attraverso le preziose collezioni artistiche che la Fabbriceria conserva da più di otto secoli. Il percorso interseca il tessuto urbano della città, dalla Piazza del Duomo fino al millenario quartiere di San Giovenale e alla storica Chiesa di Sant’Agostino.
Prosegue il sodalizio tra la storica azienda Di Filippo e l’Enoteca Regionale Umbra. Dopo il successo riscosso durante l’evento estivo “Chef alla Ribalta” i titolari Roberto di Filippo e la sorella Emma intendono accogliere l’invito degli orvietani a farsi conoscere attraverso i vini ma anche attraverso l’anima del vignaiolo che sta dietro ad ogni bottiglia.
Per questo, in collaborazione con la Soc.Itinera e la Fisar di Orvieto e la Condotta Slow food , hanno organizzato una serata di degustazione, in programma per mercoledì 25 novembre alle ore 16.00 nella sede dell’Enoteca al Palazzo del Gusto di Orvieto per scoprire insieme agli appassionati una selezione della loro produzione con una degustazione guidata a cura dello stesso Roberto DI FIlippo.’
L’azienda Di Filippo, 30 ettari di vigneti nel territorio di Cannara, a metà strada fra Torgiano e Montefalco, è una realtà storica nel panorama vinicolo umbro, frutto di generazioni di viticoltori che hanno dedicato alla loro terra tutta la loro passione, che si coniuga con una visione della coltura che guarda al biologico (sono certificati) ed alla biodinamica non come una moda, ma come filosofia di vita che sia alla base di una produzione che estragga dai suoli la vera “anima” della terra umbra.
«La nostra filosofia parte nel vigneto – spiega Roberto Di Filippo, al quale la definizione di produttore sta stretta, perché lo si può definire vignaiolo -. Solo lavorando con attenzione ai principi della natura e passione sulle nostre piante e con la nostra terra è possibile ottenere uva di qualità, senza la quale ogni vino perderebbe di significato. Per questo abbiamo sposato il biologico: un prodotto naturale come il vino, lavorato con prodotti naturali. Insieme a questo anche la convinzione che una bassa resa; una corretta gestione delle risorse della terra e del suolo; una vendemmia alla corretta maturazione aiutino il terroir ad esprimersi al meglio».
Venerdì 6 novembre 2009 è stato presentato ad Orvieto il libro dal titolo “Statutum Castri Parrani”. E’ possibile vedere i filmati delle persone intervenute durante la presentazione a questi indirizzi:
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